DIDATTICA - Pareri

parere di diritto civile del 15/09/2018

ESERCITAZIONE DIRITTO CIVILE
(14/15-09-2018)
Tizio e Caia si recano da un legale a cui espongono il loro caso. I due sono genitori, da due anni, di una bambina, Sempronia, nata con agenesia totale della gamba destra (mancata formazione dell’arto) e focomelia della sinistra (mancato completo sviluppo).
Tali malformazioni, perfettamente diagnosticabili già al quarto mese di gravidanza, non sono state rilevate, però, dal Dott. Mevio, ginecologo dell’ospedale Alfa, ASL di Beta, a cui, in regime di intra moenia, Caia si è rivolta sin dall’inizio della propria gravidanza; ciò è emerso da una consulenza di parte fatta già eseguire dai coniugi.
Soltanto all’inizio del nono mese di gestazione, il Dott. Mevio prescrive un’ulteriore ecografia e rileva la malformazione da cui è affetto il feto, ovvero quando la gestante, ai sensi dell’art. 4 della legge 22 maggio 1978, n. 194, non era più permesso scegliere tra il portare a termine la gravidanza o meno.
La nascita di Sempronia, completamente priva della gamba destra e con la sinistra non del tutto sviluppata, senza possibilità di miglioramento per il futuro, ha comportato un ingente sconvolgimento nella vita dei due coniugi, i quali non solo si sono ritrovati genitori di un soggetto macroleso, con tutte le conseguenze a ciò connesse sul piano psicologico, ma si trovano a dover sopportare anche ingenti spese economiche per le cure necessarie.
Tizia e Caia, quindi, chiedono al legale se sia possibile agire, anche in nome e per conto di Sempronia, nei confronti del Dott. Mevio, nonché dell’ASL di Beta, cui appartengono sia il professionista, sia l’ospedale Alfa. 


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