DIDATTICA - Pareri

Atto di Diritto Civile e di Diritto Penale del 29/10/2016

Atto giudiziario di diritto civile  
Tizio è proprietario di un immobile sito a Napoli e destinato a civile abitazione.
In data 1° giugno 2015 stipula con Caio contratto di locazione, regolarmente registrato, in cui viene indicato quale canone di locazione l’importo di €. 850,00 mensili.
Tuttavia, parte locatrice e parte conduttrice, con controdichiarazione scritta, coeva alla stipula, convengono un canone diverso, superiore a quello stabilito nel contratto di locazione registrato e pari ad €. 1.200,00 mensili.
Caio, dopo aver corrisposto a Tizio l’importo indicato nella scrittura privata “a latere” fino al mese di dicembre del 2015, a partire dal gennaio del 2016 inizia a versare a Tizio la somma di €. 850,00 mensili.
Pertanto, Tizio, con ricorso depositato il 1° aprile del 2016,agisce per ottenere la condanna del conduttore Caio al pagamento delle restanti parti dei canoni di locazione non pagati.
Il Tribunale di Napoli fissa l’udienza per il 20 novembre 2016 e Tizio provvede a notificare a Caio il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza.
Il candidato, assunte le vesti del difensore di Caio, rediga l’atto giudiziario ritenuto più opportuno per la tutela dei diritti del proprio cliente.
ATTO DI DIRITTO PENALE 
Caia è una donna che, nonostante sia fidanzata da molti anni con Tizio, si innamora di Sempronio e decide di troncare la precedente relazione.
Tizio, non riuscendo a rassegnarsi all’idea, prova in tutti i modi a convincere la donna a tornare insieme, telefonandole in continuazione e chiedendole incontri chiarificatori.
Caia, tuttavia, è ormai decisa a restare insieme a Sempronio e, durante l’ennesimo incontro con Tizio, glielo dice chiaramente chiedendogli di non insistere più.
L’uomo, tuttavia, non riesce a rassegnarsi e inizia a recarsi presso i luoghi abitualmente frequentati da Caia, nonché nelle immediate vicinanze del suo ufficio, per poterla incontrare, senza, però, riuscirci.
La costante presenza di Tizio viene notata dagli amici e dai colleghi della donna che la avvisano, consentendole di evitare qualsiasi contatto.
La situazione si protrae per un lungo periodo, durante il quale l’uomo inizia a chiedere informazioni ai colleghi ed agli amici di Caia, che puntualmente glielo riferiscono, ingenerando nella stessa sia un grave stato di ansia derivante dall’impossibilità di muoversi liberamente per non incontrare Tizio, che una sensibile alterazione delle proprie abutidini di vita.
Esausta, la donna si reca in Procura e sporge querela per stalking nei confronti dell’ex compagno.
Dopo alcuni mesi, però, alla donna viene notificata, ex art. 408 c.p.p., una richiesta di archiviazione avanzata dal P.M., il quale, senza neanche ascoltare Caia a sommarie informazioni, aveva ritenuto l’insussistenza del reato sul presupposto che gli appostamenti non avevano mai portato ad un contatto diretto tra l’indagato e la persona offesa.
Caia si reca, dunque, dal proprio avvocato per sapere se esista la possibilità di opporsi a tale determinazione.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caia, rediga l’atto ritenuto più opportuno.    


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