DIDATTICA - Pareri

Parere de penale del 28-05-2016

Presso l’ospedale della città Afa perviene, nel primo pomeriggio di un giorno d’inverno. Tizio, lamentando da qualche ora forti dolori al torace e difficoltà respiratorie. Il medico Caio, di guardia presso il pronto soccorso, pone al paziente alcune domande e compie sul medesimo alcuni esami dai quali emerge che egli è un forte fumatore, che si trova in sovrappeso e che l’attività cardiaca, verificata mediante elettrocardiogramma, è normale. Decide comunque, a scopo prudenziale, di tenerlo per due ore e trenta minuti sotto osservazione, all’esito della quale lo dimette, diagnosticandogli un dolore reumatico collegabile alla sua condizione di tabagista e all’accesso di peso.
Tornato a casa, dopo pochi minuti Tizio rileva un accrescimento di intensità dei dolori, decidendo nondimeno di non recarsi nuovamente in ospedale in ragione del parere tranquillizzante del sanitario, ricevuto nel corso del precedente controllo. Nel corso della notte, tuttavia, egli decede per arresto cardiocircolatorio. In seguito all’autopsia, disposta dal Pubblico Ministero ed effettuata dal medico legale Mevio, emerge che Tizio soffriva di una patologia cardiaca piuttosto rara e di complessa diagnosi, di facile confusione con sintomi di malattie non gravi, la quale, se correttamente e tempestivamente diagnosticata, avrebbe potuto essere efficacemente curata mediante intervento chirurgico. Il medico legale rileva inoltre che, con ogni probabilità, la protrazione dell’osservazione per ulteriore mezz’ora avrebbe consentito di rilevare lo scompenso cardiaco in atto e, conseguentemente, di attirare gli opportuni presidi terapeutici.
Informato del decesso del sig. Tizio, il medico Caio verifica se la propria condotta sia stata corretta sulla base degli standard scientifici, apprendendo che le più importanti linee guida in tema di diagnosi e cura di patologie cardiache suggeriscono, in presenza di dolori toracici, che l’osservazione del paziente venga protratta per almeno tre ore.
Il sanitario, quindi, preoccupato per le conseguenze della propria condotta, si rivolge al proprio legale di fiducia. Il candidato assunte le vesti del legale di Caio e premessi cenni sull’art. 3 l. 189 del 2012 e sull’applicabilità in campo penale dell’art. 2236 c.c., rediga motivato parere.    


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