DIDATTICA - Pareri

Atto di Diritto Civile e di Diritto Penale del 24 - 10 - 2015

 ATTO DI DIRITTO CIVILE 24/10/ 2015
II settimanale Alfa, con sede in Roma, pubblica un articolo giornalistico concernente la seguente vicenda.
Caio, Magistrato dell’ordine giudiziario, nello svolgimento delle proprie funzioni di Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, aveva proceduto all’interrogatorio di Sempronio, quale persona sottoposta alle indagini.
Dopo l’interrogatorio, Sempronio si era tolto la vita; gli accertamenti svolti a seguito di tale suicidio, tuttavia, avevano accertato che l'evento fatale non poteva ritenersi frutto di un comportamento illecito del Magistrato, il quale si era limitato a svolgere un atto di indagine, nel rispetto delle prescrizioni di legge.
A corredo del dossier giornalistico, il settimanale Alfa pubblicava una vignetta satirica, opera del famoso vignettista Tizio, nella quale Caio veniva rappresentato sotto forma di scheletro, vestito della toga e del tocco.
Letta la suddetta pubblicazione, Caio, ritenendosi offeso nel proprio patrimonio morale da tale rappresentazione grafica, cita, innanzi al Tribunale competente, Tizio, nonché, ai sensi dell'art. 11 della l. n. 47/1948, Mevio, quale editore e proprietario del settimanale, per sentirli condannare al risarcimento dei danni patiti.
Mevio, allora, si reca da un legale cui espone i fatti, conferendogli mandato per la propria difesa.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto giudiziario ritenuto più opportuno per la tutela degli interessi di Mevio.


ATTO DI DIRITTO PENALE 24/10/ 2015
Tizio, poco prima dell’orario di chiusura, faceva ingresso nella gioielleria di proprietà di Caio e, brandendo un grosso coltello, lo afferrava con forza ad un braccio minacciando di ucciderlo qualora non gli avesse consegnato l’incasso dell’intera giornata ed i preziosi custoditi nella cassaforte.
Caio, intimorito dall’aggressività di Tizio e temendo per la propria incolumità fisica, apriva la predetta cassaforte deciso a consegnare quanto richiesto; approfittando, poi, di un momento di distrazione del rapinatore, riusciva a sottrarsi alla stretta di quest’ultimo ed a dirigersi verso l’uscita, chiamando in proprio soccorso il commerciante del negozio accanto.
Tizio, pur avendo la possibilità di sottrarre i preziosi di elevato valore commerciale presenti nella cassaforte, per paura che sopraggiungessero i rinforzi, si dava alla fuga.
Epperò, quest’ultimo veniva fermato poco dopo dai Carabinieri. Nei suoi confronti veniva iscritto un procedimento penale per il delitto di tentata rapina aggravata, nel corso del quale Caio si costituiva parte civile, chiedendo il risarcimento dei danni patiti, per un importo pari ad euro 20.000,00.
Tuttavia, all’esito del dibattimento, il Giudice di prime cure assolveva Tizio dal reato ascrittogli in rubrica. Al riguardo, nella motivazione della sentenza di primo grado si legge che Tizio, dopo l’allontanamento di Caio, pur potendo comunque sottrarre i gioielli che si trovavano nella sua immediata disponibilità, aveva, invece, deciso volontariamente di non portare a termine il proposito criminoso.
Il proprietario dell’esercizio commerciale, non volendo rinunciare alla propria pretesa risarcitoria, si rivolge pertanto ad un nuovo legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l’atto giudiziario più idoneo alla tutela delle sue ragioni.


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