DIDATTICA - Pareri

Atto di Diritto Civile e di Diritto Penale del 28/03/2015

Atto di Civile del 28/03/2015
In data 11.12.2004 Tizio acquistava dalla Società Delta, con atto del Notaio Caio, un appartamento in Napoli, Via Vicinale Biancospino, P.co dei Biancospini.
L’acquirente versava solo parte del prezzo convenuto contestualmente alla stipula del contratto, accollandosi per la restante somma un mutuo già gravante sull’appartamento, concesso dalla Sezione di Credito fondiario della Banca Y alla Società Delta in data 15.1.2003, mutuo garantito da ipoteca iscritta presso la Conservatoria di Napoli il 30.1.2003 ai nn. 123/456.
In epoca successiva all’acquisto, Tizio si recava dallo stesso notaio rogante l’atto di compravendita, conferendogli incarico per l’estinzione anticipata del mutuo con conseguente cancellazione dell’iscrizione ipotecaria.
L’incarico veniva interamente espletato dal notaio, limitandosi Tizio a sottoscrivere il modulo per la richiesta di estinzione anticipata del mutuo ed a versare al notaio la somma necessaria per gli adempimenti connessi all’espletamento dell’incarico.
Il 11.3.2005 Tizio, a mezzo del notaio Caio, pagava con n. 2 assegni bancari l’importo richiesto dall’istituto di credito, ricevendone quietanza.
Sennonché, con lettera del 6.8.2012, la Banca Y invitava Tizio al pagamento di € 150.000,00 per rate di mutuo scadute e non pagate.
Da una verifica presso la Conservatoria Tizio apprendeva che il 12.11.2004 Mevia aveva acquistato dalla società Delta un appartamento in Napoli, Via Vicinale Biancospino, P.co dei Biancospini e che su tale immobile gravava un mutuo per importo e data identico a quello esistente sull’appartamento di Tizio, la cui formalità ipotecaria era distinta ai nn. 134/44.
Veniva altresì a conoscenza che la Banca Y, con atto di consenso autenticato dal notaio Caio, aveva a suo tempo autorizzato la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria di cui ai nn. 134/44.
Essendo stato costretto, a seguito di azione esecutiva minacciata dalla Banca Y, al pagamento delle rate di mutuo scadute, Tizio si reca dal proprio avvocato per intentare tutte le opportune azioni nei confronti sia del notaio Caio che con il suo comportamento aveva sollecitato ed estinto un rapporto obbligatorio diverso da quello per cui aveva ricevuto il mandato, sia di Mevia che aveva beneficiato della situazione creatasi, evitando di corrispondere le rate di mutuo dovute. 
SI rediga pertanto l’atto giudiziario ritenuto più opportuno.
ATTO DI PROCEDURA PENALE DEL 28 MARZO 2015
 
 
In data 26 Ottobre 2013 il G.I.P. presso il Tribunale di Napoli ha sottoposto Tizio alla misura cautelare della custodia in carcere per i delitti di estorsione e tentata estorsione, in quanto – nella qualità di carabiniere – rappresentava a tale Caio di essere venuto a conoscenza di un suo imminente arresto e lo invitava a consegnargli l’importo di € 300,00 in cambio della sua protezione occorrente per evitarne la carcerazione; rivolgeva inoltre, con analoghe motivazioni, ulteriori richieste di denaro, alle quali tuttavia Caio non acconsentiva, sporgendo denuncia.
Il 4 dicembre 2013 Tizio attraverso i suoi familiari decide di risarcire Caio, il quale rilascia quietanza a soddisfazione delle sue pretese di danno. Inoltre, viene acquisita notizia che Caio non ha alcun carico pendente presso la locale Procura della Repubblica. Tuttavia, a seguito di idonea istanza, il G.I.P. ritiene di non revocare la misura, né di doverla sostituire, atteso che i titoli di reato sono così gravi che pur dando atto dell’intervenuto risarcimento, rimane un grave quadro indiziario di colpevolezza, con la permanenza delle esigenze cautelari di reiterazione e di inquinamento probatorio.

Il candidato, assunte le vesti del difensore di Tizio rediga l’atto più idoneo a resistere alla ordinanza del G.I.P. di Napoli di rigetto della richiesta di revoca/sostituzione della misura cautelare in corso.


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